Francesca Calamita su «ND|NOIDONNE» 31 luglio 2026

Il vestito più leggero di Marina Guglielmi

Due donne condividono uno spazio incerto, quello dell’attesa: “siamo sorelle, amiche, siamo madri, figlie, nemiche. Io e te siamo tutto” (p. 10). Una genealogia femminile non strettamente lineare, ma al contrario complementare che pervade l’esistenza di entrambe. Nel rapporto “madre-figlia” non si rivestono mai solo questi due ruoli, ma si fluttua attraverso una costellazione di sfumature femminili cangianti, come la scrittura d’autrice italiana contemporanea ha saputo perfettamente catturare. “Il vestito più leggero” di Marina Guglielmi (FuoriAsse ed, 2026) si colloca in questa tradizione dei legami complessi, viscerali, profondi che si svelano attraverso la scrittura. La più giovane veglia sull’altra, attendendone la scomparsa. Sa che avverrà, non sa con certezza quando, come, chi sarà lì con lei.

Per superare questo momento la figlia ripensa al passato vissuto insieme, un luogo saldo e sicuro, guidando con sé lettrici e lettori alla scoperta di questo legame: “dodici luoghi per dodici giorni di attesa, o forse anni, non sono più sicura di quanto tempo sia passato da quando sono entrata qui” (p. 11). Sul quaderno rosso la più giovane annota momenti del passato attraverso la visita a dodici stanze in cui è stata con la madre o da sola e in cui c’è tutto l’universo affettivo della loro genealogia. È una scrittura privata, che racconta la storia della loro famiglia dall’infanzia a Tunisi – dove l’autrice è realmente nata – all’ultimo giorno senza rossetto perché sua madre truccava le labbra “solo le sere di festa”. Non è, quindi, un giorno di euforia collettiva da affrontare con la “bocca vermiglia” (p. 115).

Leggendo il memoir, la scrittura diventa anche pubblica e si trasforma a mano a mano in esperienza collettiva; […]

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Marina Guglielmi è nata a Tunisi, vive tra Roma e Cagliari, dove insegna Letterature comparate all’università. Agli esordi ha pubblicato poesie e diretto con due amici la rivista «Trame». Da allora continua a scrivere, a collaborare con il mondo editoriale, a pubblicare saggistica. Questo è il suo primo romanzo.

Francesca Calamita è professoressa associata presso l’Università della Virginia. Si occupa di scrittura d’autrice, studi sulle donne e di genere nel contesto italiano ed europeo, con uno sguardo più ampio rivolto al contesto globale. Ora in libreria con “Ti trovo cambiata” (Enciclopedia delle donne). @frances.kalam