Anna Chiarloni su «L’Indice dei Libri del Mese» N.5 maggio 2026

Il vestito più leggero (menzione speciale alla XXXVI edizione del Premio Calvino) è un breve romanzo dal respiro circolare, che si apre e si chiude nel segno di un lutto. Ma fin dall’esergo, la voce narrante c’invita con Marcel Proust a entrare in casa, a esplorare con lo sguardo di una bambina la vita che si disegna tour à tour lungo le stanze della memoria. Dal giardino al balcone fino alle camere interne, sono questi gli spazi che puntigliosamente intitolano i dodici capitoli, costituendo l’architettura del romanzo.

Diciamo subito che se le chambres proustiane si dilatavano in longues rêveries successive al risveglio, Marina Guglielmi riesce a darci con mano lieve tutta la concretezza di una domesticità familiare: le sue sono stanze che odorano di pane fatto in casa, in campagna si razzola sull’aia con i polli, in cucina si friggono gli arancini. Scorre un tempo protetto, tuttavia la casa non sempre è un nido pascoliano, può rivelare tracce di una solitudine nascosta – la narrano le voci intorno, e all’autrice certo non manca la virtù dell’ascolto.

Siamo nell’Italia degli anni settanta, al centro una bambina osserva, registra, ripercorre la sua esistenza dall’infanzia all’età adulta, quando la ritroviamo al capezzale della madre morente – in grembo il quaderno con gli appunti. S’intravede la storia di una famiglia borghese in trasloco dalla Tunisia, si avverte un nomadismo di fondo nei genitori impegnati in attività intellettuali – lui in politica, lei è psicologa, votata a “sciogliere i nodi” delle altrui vicende. Tra loro parlano in francese, forse una nostalgia d’Africa, o il gioco di una lingua estranea ai figli.

L’originalità del romanzo risiede nell’indagine dei sentimenti, nell’intensità con cui Guglielmi riesce a mettere a fuoco i fattori determinanti del passaggio nella voce bambina dall’innocenza alla prima onda del sangue, fino al farsi lei stessa donna tra le donne, lungo un percorso dichiaratamente matrilineare: “Siamo sorelle, amiche, siamo madri, figlie, nemiche. Io e te siamo tutto.”

Continua la lettura su L’Indice dei libri del mesePagina a cura del Premio Calvino pagina 39