Il salto del cavallo

di Roberto Barbolini

collana “L’Approdo” n.8

Prendere sul serio i propri pallini
È questo il punto di partenza di Roberto Barbolini.

Il cavallo degli scacchi è il pezzo più libero: può scavalcare gli altri e cambiare casella, passando dal bianco al nero. Nei saggi di questo libro, però, il suo salto diventa ancora più imprevedibile: procede di lato, cambia direzione, segue traiettorie oblique, inseguendo quei «radicati pallini letterari» che ciascuno, in fondo, si porta dietro.

E così Barbolini torna su scrittori e libri che gli sono rimasti addosso: Antonio Delfini, Alberto Arbasino, Giorgio Manganelli, J. Rodolfo Wilcock, Giuseppe Pederiali, Marco Santagata, Giuseppe Pontiggia, fino a Sherlock Holmes attraverso Joyce Lussu. Non per costruire una galleria ordinata, ma per seguire le deviazioni della propria curiosità critica.

Sono saggi nati in momenti e occasioni diverse, alcuni già apparsi in altre pubblicazioni e qui ripresi, modificati o ampliati. Il filo che li attraversa è però uno: la libertà della lettura, capace di saltare una casella e di trovarne un’altra, di riconoscere un indizio, una somiglianza, una deviazione, un’inaspettata possibilità.

Perché il pallino, a ben vedere, non è una fissazione da cui liberarsi. È spesso il punto da cui comincia una ricerca.

E il cavallo continua a saltare.

Roberto Barbolini
è narratore e saggista di lungo corso. Si è occupato con gusto di poesia erotica e di gialli, ama il comico e il fantastico. Ha pubblicato una trentina fra romanzi, saggi e raccolte di racconti. Tra le sue uscite recenti, oltre alla scelta di scritti satirici Apocalisse a rate pubblicata da FuoriAsse nel 2024, ci tiene a ricordare i racconti di Breve brevissimo (Vallecchi 2023) , Siamo uomini o topi? Venticinque storie dall’altrove (Metilene 2025)) e la trilogia composta da Vampiri conosciuti di persona (2017), Il maiale e lo sciamano (premio Guareschi 2021) e Il rasoio di Beckham (2024), tutti editi dalla Nave di Teseo.