Milano come Buenos Aires

Le notti porteñe

di Juri Viganò

collana “L’Ussaro Azzurro” n.3

Milano è entrata a Buenos Aires.
Che cosa sta succedendo?

Tra milonghe clandestine, poeti, pittori, fantasmi illustri e amori destinati a inseguirsi attraverso le città, il protagonista attraversa una Buenos Aires che lentamente si mescola con Milano, fino a rendere impossibile distinguere la memoria dal presente, il sogno dalla realtà.
Popolato da Borges, Piazzolla, De André, Eva Perón e dall’indimenticabile Biche, Milano come Buenos Aires è un romanzo sull’amore, sull’esilio e sulle città che continuano ad abitare dentro di noi.
Perché alcune città non si lasciano mai davvero.

«Non penso di svelare troppo dicendo che il romanzo di formazione di Viganò coincide con quello che il suo protagonista voleva scrivere, e si conclude felicemente. Eppure Milano e Buenos Aires restano misteriose, le loro mappe rimangono vaghe e insondabili come in certe avventure di Corto Maltese. Tanto che, a libro ormai chiuso, non possiamo fare a meno di chiederci: “Che ci fanno i fenicotteri di Villa Invernizzi, quelli del quadrilatero del silenzio, in piena Buenos Aires?”».
(Dalla prefazione di Roberto Barbolini)

Juri Viganò
Trentenne, torna a Milano con la sua Camila dopo aver trascorso molti anni a Buenos Aires tra i vecchi tanghi, le milonghe e la nostalgia tipica degli immigrati. Si divide tra la scuola di tango e i suoi racconti che accompagnano il lettore in una Milano di milonghe e bandonéon che armonicamente si confonde con la capitale argentina.
Già autore di racconti pubblicati sia in Italia sia in Sud America, Milano come Buenos Aires è il suo romanzo d’esordio.